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BOMBA A PISINO
Categoria: AVVENIMENTI IN ISTRIA
Commentare: 13.12.2008 00:45
L'UNDICI DICEMBRE 2008 SI SEGNA UN'IMPORTANTE QUANTO IMPREVISTA SVOLTA NELLA VITA CIVILE E POLITICA ISTRIANA. IL CANTANTE DELLA DESTRA NAZIONALE CROATA (USTASCIA), DOPO I CONCERTI ANNULLATI IN ESTATE A POLA, DA PARTE DELLE FORZE POLITICHE ISTRIANE E' RIUSCITO A OTTENERE UN CONCERTO SOTTO NATALE A PISINO, NEL CENTRO DELL'ISTRIA. LA COSA NON HA AVUTO MOLTO GRADIMENTO IN ISTRIA CHE DIMOSTRA COSI'. TUTTO IL SUO SCOLLAMENTO DAL RESTO DELLA CROAZIA.
LA EX-TEMPORE DI GRISIGNANA 2008
ARTICOLI RECENTI SULL'ISTRIA
ANCORA ATTORNO ALL'INDIPENDENZA ISTRIANA
ISTRIA NAZIONE
Categoria: AVVENIMENTI IN ISTRIA
Commentare: 31.08.2008 10:59
ISTRIA: SI VA VERSO (L'AGOGNATA) INDIPENDENZA? ISTRIA NAZIONE E INDIPENDENTE SOTTO L'EGIDA UE? NON FANTAPOLITICA MA, (QUASI) REALTA'.
NEL "GIOCHETTO" SERVONO I PARTIGIANI ANTIFASCISTI E I LORO RADUNI DURI A MORIRE. POI RAGIUNTA L'INDIPENDENZA.... SI VEDRA'....
ISTRIA NAZIONE SOLA SOLUZIONE!Italiani e partigiani ed Istria autonomaMi scuso In questi tempi nei quali il “politicamente corretto” la fa da padrone la retorica diretta è la benvenuta, talvolta, però, si supera il limite. Il titolo scelto del mio intervento di questa settimana l’ho preso in prestito dal mio Glas Istre. L’autore del testo intitolato: “Pace fatta tra gli Italiani e i partigiani” ha riportato un’informazione corretta, ovvero UN’INFORMAZIONE QUASI CORRETTA perché è vero che i vertici dell’Unione Italiana e dell’Associazione dei Combattenti Antifascisti e Antifascisti della Regione Istriana si sono incontrati, ed è altrettanto vero nel corso dei colloqui sono state superate le incomprensioni delle quali ho già scritto su queste pagine. L’informazione è, però, quasi corretta perché all’Unione Italiana sono associati gli Italiani, ma i soci delle associazioni combattentistiche sono sia Croati, sia Italiani, sia appartenenti ad altre etnie. Inoltre, se non vado errato, lo scontro era scoppiato tra due Italiani, un esponente dell’Unione e un ex combattente (immagino anche lui socio dell’Unione?). Certo, tutto questo è di scarsa importanza. Quindi, ci sarà qualcuno che si interrogherà sul perché mi ritrovo anch’io a scrivere parole inutili? Rispondo subito: perché ogni parola che tratta le questioni interetniche dev’essere pensata e soppesata bene prima di venir pronunciata o scritta. La cultura di “transizione”, e più in generale la cultura trash, banalizza la società, di conseguenza banalizza anche i media, e star dietro a questa tendenza risulta difficilissimo. Esattamente quanto risulta difficile comprendere perché da ogni dove ci vengono riproposte le Olimpiadi o quanto risulta difficile abituarsi alle parole “banali” o ai messaggi “condensati” che i media inviano ai lettori e ai telespettatori… A momenti sembra quasi che l’analfabetismo sia un traguardo da raggiungere, e che tutti dovremmo ambire a diventare scemi o a sillabare le parole dato che i nostri media sembrano essere colti da una forte passione per la “semplificazione” e la “banalizzazione”. D’altro canto, un intervento pubblico scandito in modo assolutamente chiaro ed esplicato con termini chiarissimi dello zupano istriano illustra molto bene il significato della “licenza poetica”. Nino Jakovc'ic' ha certamente riflettuto molto bene – e non soltanto a scopi elettorali – , prima di inviare un messaggio chiaro all’opinione pubblica croata: l’Istria proclamerà l’autonomia con l’aiuto dell’UE quando la Croazia aderirà a tutti gli effetti all’Unione europea, se fino ad allora lo Stato non avrà messo in atto la regionalizzazione, in primis quella economica. Una promessa? Una minaccia? Dipende dai punti di vista! Le peculiarità istriane sono oramai una consolidata prassi pubblica accettata da tutti, pertanto il corpo nazionale croato non inveisce più contro l’Istria, ma l’accetta per quello che è – particolare, peculiare, pluriculturale, multietnica. Ma anche puntigliosa, quando ci sono di mezzo i suoi punti di vista. Ebbene, la Croazia accetta anche questo suo aspetto perché – Zagabria a parte –, l’Istria è la parte più sviluppata del Paese – un’area esemplare da portare d’esempio. Lo si è visto anche quest’estate, quando in merito a quei graffiti e a quel cantante, a conti fatti, nessuno ha puntato il dito contro l’Istria come avveniva negli anni passati. Parimenti, nessuno, ma proprio nessuno tra quanti ricoprono incarichi di vertice non ha reagito alla dichiarazione di Jakovc'ic'; – una dichiarazione impensabile fino a qualche tempo fa –, che, nel caso questa non le dovesse essere riconosciuta dal suo Paese, l’Istria richiederà il riconoscimento dell’autonomia all’UE! Soltanto ieri le conseguenze di una simile affermazione sarebbero state una protesta generale e una corsa agli “autonomisti”, “irredentisti” e “cattivi Croati”. Oggi, invece, una dichiarazione così provocante non ha suscitato reazioni! Credo che nella vicenda vada visto un segnale della maturazione croata. In quest’epoca contraddistinta dai dubbi e dalle paure, dalle crisi e dalle incertezze è bene fermarsi e riflettere. È seguendo questo ragionamento che talvolta finisco per affidarmi al buon senso e ad analizzare a fondo ogni parola. È vero, facendo così mi capita anche di esagerare in merito a notizie bonariamente pericolose che parlano di “partigiani e Italiani”. Capita perché si sta avvicinando Cucibreg, vero, una tradizione altrettanto bonaria e tutt’altro che pericolosa che punta a mantener vive l’amicizia e l’alleanza. In questo dimenticato paesotto dell’Alto Buiese – l’angolo meno curato, meno popolato e più bello di tutta l’Istria – si incontrano Croati, Italiani e Sloveni – i pochi vecchi ancora in vita, antifascisti doc, ma anche i loro discendenti, quelli per i quali le nomenclature dei giorni nostri, le frasi politicamente corrette e le ideologie prive di contenuti non valgono un soldo bucato. Cucibreg non è più un luogo d’incontro della fratellanza sigillata con le armi bensì della fratellanza storica della tolleranza e della convivenza. Credo che questo spirito si stia diffondendo lungo l’Europa, proprio a causa della crisi del sistema dovuta agli eccessi burocratici e alle manipolazioni nazional-stataliste. È in questo contesto che la dichiarazione “arrogante” sull’autonomia dell’Istria-nell’UE riesce a passare. Va detto però che questo scenario non va frainteso e confuso con la maturazione della società della quale ho parlato più su; la mancanza di reazioni è dovuta probabilmente anche al periodo estivo e alla “leggerezza” che lo contraddistingue – i vertici dell’establishment sono a Lesina, Ragusa e sulle Brioni e, quindi, non hanno tempo per occuparsi d’altro?! Pertanto – in questo momento di svolta per il percorso integrativo della Croazia visto il discreto fallimento registrato dell’euro-regionalimo penso che questo rinnovato regionalismo istriano sia decisamente il benvenuto – sia per l’Istria sia per la Croazia, sia per l’Europa. Milan Rakovac ARTICOLO SULLA VOCE DEL POPOLO
UNIONE EUROPEA ESULI ED ESPULSI
Categoria: AVVENIMENTI IN ISTRIA
Commentare: 31.08.2008 09:39
UNIONE DEGLI ISTRIANI LIBERA PROVINCIA DELL'ISTRIA IN ESILIO
COMUNICATO STAMPA Guerra nel Caucaso, Lacota la prossima settimana a Tskhinvali (Ossezia) su invito dei profughi.
Il Presidente dell'Unione degli Istriani, Massimiliano Lacota, nella sua veste di Segretario generale dell'Unione Europea degli Esuli e degli Espulsi (UESE) sarà la prossima settimana nella capitale dell'auto-proclamata repubblica dell'Ossezia del Sud, Tskhinvali, sotto controllo militare russo.
L'invito a partecipare ad un vertice internazionale con le organizzazioni umanitarie è stato rivolto alla UESE dai profughi che, assieme a quelli dell'Abkhazia avevano già lo scorso giugno chiesto il sostegno a Lacota nelle sedi internazionali al fine di tutelarne gli interessi. Dallo scorso luglio ci sono stati comunque già alcuni incontri con le popolazioni caucasiche alle quali era stato assicurato già allora il massimo impegno nel sostegno delle aspirazioni di ossezi e abkhazi.
Lacota aveva allora scritto a Mosca e Tbilisi, manifestando la grave preoccupazioni per l'acuirsi della crisi fra la Georgia e le due repubbliche secessioniste, chiedendo pure l'intervento del Consiglio d'Europa.
"Il ruolo della UESE, a pochi mesi dalla sua costituzione" spiega Lacota "costituisce un punto di riferimento nell'ambito delle Organizzazioni ONG impegnate nella mediazione fra conflitti di questo genere e come per le trattative per una soluzione della questione cipriota, ora siamo chiamati ad intervenire anche nella delicata questione caucasica".
Se gli scontri non dovessero riprendere, Lacota potrebbe partire già alla fine della prossima settimana.
VERGAROLA 2008 (A TRIESTE)
Categoria: AVVENIMENTI IN ISTRIA
Commentare: 29.08.2008 15:45

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